Il Progetto...

Slow Food
Progetto Educazione del Gusto

PROGETTO DI EDUCAZIONE SENSORIALE ED ALIMENTARE

 

MOTIVAZIONI

La percezione del mondo che ci circonda passa attraverso i sensi. Questa è l’affermazione dalla quale siamo partiti per l’attivazione del nostro progetto. Se però questo è vero come principio, non sempre a ciò corrisponde un'attuazione dal punto di vista pratico. E’ purtroppo ormai un dato di fatto che viviamo in una società povera di stimoli sensoriali; questi hanno infatti perso le loro funzioni primarie e sono relegati ad un ruolo secondario, di puro abbellimento, mentre si è persa la loro importanza nella vita quotidiana. Eppure i nostri primissimi ricordi si fondano su odori, sapori che ci accompagneranno poi nella vita da adulti, determinando delle simpatie o antipatie che di seguito diverranno veri e propri gusti. Gli stimoli sensoriali divengono quindi significativi, capaci cioè di incidere nel nostro vissuto, come tali meritano una approfondimento scientifico, dove per scientifico si intenda la possibilità di raccoglierli ed elaborarli in maniera sistematica e verificabile. Appare evidente quanto il mondo dell’alimentazione sia legato a quello dei sensi, quanti di noi infatti rifiutano un cibo in base al suo aspetto o al suo odore, e qui entra in gioco un ’altra valenza che è quella del piacere, valenza troppo spesso tralasciata , quasi fosse da rimuovere o addirittura non rivestisse alcuna importanza educativa.
Da queste considerazioni siamo partiti per sviluppare un progetto che cerchi di sviluppare un miglior rapporto con il cibo da parte di bambini che, spesso per colpa di noi adulti, sono diventati incapaci di usare la loro memoria sensoriale. SVILUPPO DELL’ INTERVENTO Consapevoli del fatto che un progetto che affronta problemi di così larga portata non può prescindere, per la sua riuscita, dalla partecipazione di tutti quei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nelle problematiche dell’educazione alimentare, e quindi sia la scuola con i bambini e gli insegnanti, sia le famiglie con i genitori che rivestono il ruolo di primi educatori, abbiamo promosso un intervento che agisse contemporaneamente su più livelli. Un primo livello di intervento è stato quello di dar vita a corsi di aggiornamento di educazione sensoriale ed alimentare rivolti agli insegnati delle scuole materne ed elementari e riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Corsi durante i quali si è cercato di evidenziare l’importanza di un approccio al problema alimentazione diverso dal solito; che tenga in prima considerazione il punto di vista del bambino, quelli che sono i suoi gusti e le sue preferenze in fatto di cibo, ma non solo; che privilegi il mondo dei sensi come canale privilegiato di apprendimento, attraverso il quale raggiungere risultati educativi, cognitivi, didattici, affettivi e psicomotori.
Una volta iniziato questo percorso con gli insegnanti, che è preliminare e di primaria importanza per lo sviluppo del progetto, si passa alla realizzazione di interventi all’interno delle classi.
Il nostro progetto prevede cinque interventi nelle classi durante i quali i bambini sono stimolati a lavorare con i sensi, sono invitati a sperimentare nuove forme di apprendimento e di verifica, sono soprattutto invitati a fare esperienze pratiche sul cibo e sulla alimentazione. E’ ormai noto come uno dei problemi più rilevanti nelle nostre mense scolastiche sia l’alto numero di cibo che quotidianamente viene buttato via, in alcuni casi si arriva addirittura al 60% di quello cucinato. Noi abbiamo potuto sperimentare in questi primi anni di sviluppo del progetto che se il bambino o la bambina preparano da sé alcune pietanze difficilmente poi le buttano via, allora anche la terribile cipolla diventa meno terribile e più amica. E’ quindi importante poter lavorare con le proprie mani; manipolare il cibo diventa non una attività fine a se stessa, ma il tramite per un processo induttivo che porta il bambino ad una conoscenza propria sul cibo, e non ad una acquisizione di gusto per moda o per sentito dire. Questi momenti in classe sono collegati ad un programma di visite guidate per incontrare gli artigiani nei loro luoghi di produzione in particolare per i prodotti di qualita', tipici o tradizionali del territorio.
E’ sorprendente vedere come i bambini ascoltano agricoltori, fattori, viticoltori. Sicuramente questi incontri spiegano molto di più dei libri poiché in questi casi c’è una esperienza diretta che spesso è distante dalla vita quotidiana dei bambini, e per questo acquista credibilità e rispetto ai loro occhi.
Un ruolo di particolare rilevanza e' rappresentato dai genitori. Sono loro che svolgono la funzione di primi educatori ed è quindi indispensabile pensare di inserire la loro figura all’interno di un progetto che si pone come obiettivo quello di creare o ricreare una cultura alimentare. Ma per che cosa passa una cultura alimentare ? Sicuramente le ricette tramandate in famiglia possono rappresentarne un aspetto, un altro può essere come si mangia oggi in famiglia: l’aspetto conviviale del pranzo forse non esiste più, non esiste più il rito della cena come momento di raccolta e di comunicazione. Sicuramente questi sono aspetti culturali del cibo, aspetti che noi in gran parte non tramandiamo più ai nostri bambini. E poi ci sono tutte le problematiche legate a cattivi modelli alimentari e ai pregiudizi che non aiutano certo a prevenire alcune patologie come l'obesità, la bulimia o l’anoressia per citare quelle in crescita significativa.
Quando ci sediamo a tavola ,quando mangiamo, quando cuciniamo facciamo cultura, siamo per i nostri bambini modelli di paragone e di questo dobbiamo esserne consapevoli e responsabili. Un approccio sensoriale al problema permette anche a noi adulti di sperimentarci a più livelli su conoscenze che forse diamo per scontate e che alcune volte abbiamo perse.
Momento finale dell'iniziativa è la realizzazione della Settimana del Gusto, evento questo a carattere nazionale e che ha, tra l'altro, lo scopo di avvicinare le giovani generazioni al cibo di qualità. Nel nostro progetto questa diviene la festa conclusiva delle attività, alla quale partecipano i bambini, i genitori, gli insegnanti ed i produttori coinvolti e che spesso si concretizza in un pranzo su ricette elaborate principalmente dai bambini. Un momento conviviale durante il quale il piacere della tavola, i saperi e i sapori riassumono pieno significato e il programma svolto nelle scuole si incontra con la città.

 

" "

[ Cosa è | Cosa è stato | Cosa sarà | Chi siamo ]

[ Educazione del gusto | Homepage Slow Food Prato ]